In che modo Scientology può aiutarmi a...?
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Scientology
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Controllo e confusione

Esiste il buon controllo e il cattivo controllo. La differenza è la stessa che corre tra la certezza e l’incertezza. Il buon controllo è sicuro, inequivocabile, prevedibile. Il cattivo controllo è insicuro, variabile e imprevedibile. Con il buon controllo si può essere sicuri, con il cattivo controllo non si è mai sicuri. Un caporeparto che oggi faccia rispettare una regola e domani no, che faccia obbedire Gianni, ma non Mario, sta esercitando un controllo scadente. La conseguenza diretta di tale comportamento saranno incertezza e insicurezza, a prescindere dalle sue qualità personali.

Visto che può esistere una gran quantità di controllo incerto e stupido, alcuni cominciano a credere che ogni tipo di controllo sia negativo. Ma questo è molto lontano dalla verità. Se si vuole mettere ordine nelle confusioni, il controllo è necessario. Per fare una qualsiasi cosa bisogna essere capaci di controllare le cose, il proprio corpo e i propri pensieri, almeno in una certa misura.

Una confusione potrebbe essere chiamata casualità incontrollata. Soltanto chi riesce a esercitare un certo controllo su tale casualità può risolvere le confusioni. Al contrario, chi non riesce a esercitare controllo genera scompiglio.

La differenza tra buon controllo e cattivo controllo diventa così più evidente. La differenza tra il buon controllo e quello scadente sta nel livello di controllo che viene esercitato. Un controllo perfetto e inequivocabile risulta prevedibile agli occhi degli altri; perciò è buono. Un controllo ambiguo e sciatto risulta imprevedibile, di conseguenza si tratta di cattivo controllo. Anche l’intenzione ha qualcosa a che fare con il controllo: il controllo può essere utilizzato per scopi costruttivi o distruttivi, ma scoprirete che quando l’intenzione è rivolta verso fini dannosi, si userà cattivo controllo.

Dunque l’argomento della confusione è molto vasto. Potrebbe sembrarvi abbastanza strano che l’obiettivo di questo discorso sia proprio la confusione, ma vi renderete conto che si tratta di un ottimo denominatore comune per tutto ciò che consideriamo malvagio nella vita. E se una persona riesce a dominare le confusioni, la sua attenzione è libera di rivolgersi ad attività costruttive. Finché rimane frastornata dal caos, non riesce a concepire altro che distruzione poiché ciò che vuole veramente è la disintegrazione della confusione.

Perciò, come prima cosa, impariamo a togliere di mezzo le confusioni. Scopriremo che questa è una cosa piuttosto semplice. Quando tutte le particelle sembrano in movimento, fermatene una e osservate come si muovono le altre rispetto a questa; vedrete che a quel punto la confusione cala. Quando una particella è stata adottata come dato stabile, le altre possono essere rimesse in riga. In tal modo, un’emergenza, un’apparecchiatura, un lavoro, o la vita stessa possono essere esaminati e compresi e si può essere liberi.

Diamo un’occhiata a come funziona. Esistono parecchi fattori che potrebbero influenzare il fatto di trovare, conservare e migliorare un lavoro. Ci si può occupare di tutto il problema, come molto spesso fa la gente, introducendovi questo singolo dato: “Sono in grado di trovare e conservare un lavoro”. Aggrappandosi saldamente a questa singola convinzione, le confusioni e le insicurezze della vita incidono meno, disorientano meno.

Supponiamo però che una persona, senza aver esaminato più a fondo il problema, da giovane abbia stretto i denti, chiuso gli occhi, e detto: “Qualunque cosa succeda, sono in grado di trovare e conservare un lavoro, perciò non intendo più preoccuparmi delle questioni economiche della vita”. Beh, questo andava bene.

Più tardi, viene licenziato senza preavviso. Rimane disoccupato per due mesi e mezzo. Da quel momento in avanti si sente meno fiducioso e meno sicuro, anche dopo aver trovato un nuovo lavoro. Supponiamo, poi, che in seguito accada qualche incidente e che lui rimanga ancora senza lavoro. Trovandosi ancora una volta disoccupato, diventerà sempre meno fiducioso e sicuro. Perché?

Diamo un’occhiata al rovescio della medaglia di questo principio del dato stabile e vedremo che le confusioni vengono rese inefficaci dai dati stabili, e che, quando il dato stabile viene scosso, la confusione riemerge.

Immaginiamo una confusione bloccata. È ancora sparpagliata qua e là, ma è stata bloccata. Che cosa l’ha bloccata? L’adozione di un dato stabile. Supponiamo che un uomo, a casa propria, sia molto infastidito dalla suocera. Un giorno, dopo una lite, se ne va impettito e furente e, come colto da un’ispirazione, dice tra sé e sé: “Tutte le suocere sono malvagie”. Questa era una decisione. Giusta o sbagliata, si tratta di un dato stabile adottato in una confusione. L’individuo si sente subito meglio. Adesso può affrontare il problema o convivere con esso. Sa che “tutte le suocere” sono malvagie. Non è vero, ma è un dato stabile. Successivamente, in un momento in cui si trova in difficoltà economiche, la suocera interviene con lealtà incrollabile e paga non solo l’affitto, ma anche l’altro debito. Improvvisamente costui si sente molto confuso. Eppure questo atto di gentilezza non dovrebbe costituire fonte di sconcerto. Dopotutto la suocera non ha forse risolto il problema? Allora perché si sente turbato da questo?

Perché il dato stabile è stato scosso. Tutta la confusione creata dal problema che aveva in precedenza si rimette in moto, perché il dato stabile si è dimostrato falso.

Per rendere confusa una persona, basta individuare i suoi dati stabili e invalidarli. Per rimettere in azione tutte le confusioni di una persona, è sufficiente scuotere, per mezzo di critiche o dimostrazioni, quei pochi dati stabili.

Vedete, i dati stabili non devono essere necessariamente veri. Vengono semplicemente adottati e una volta scelti servono da metro di giudizio per i dati rimanenti. Quindi, l’adozione di un dato stabile qualsiasi tende ad annullare la confusione di cui ci si occupa. Ma se questo concetto di base viene scosso, negato o confutato, la persona torna di nuovo in uno stato confusionale. Naturalmente, basterebbe adottare un nuovo dato stabile o rimettere al suo posto quello vecchio, ma per riuscire a farlo con disinvoltura bisogna conoscere Scientology.

Supponiamo che non si nutrano timori per l’economia nazionale perché c’è un’eroica figura politica che sta cercando di fare del proprio meglio. Quest’uomo costituisce il dato stabile per qualsiasi confusione riguardante l’economia nazionale. Perciò “non ci si preoccupa”. Ma un giorno le circostanze o i nemici politici di tale personaggio scuotono il dato stabile. Essi “dimostrano” che in realtà si tratta di un disonesto. Così si torna a preoccuparsi per l’economia nazionale. Ammettiamo che abbiate adottato una certa filosofia perché il conferenziere sembrava un tipo molto simpatico. Poi qualcuno si prende il disturbo di provarvi che il conferenziere era in effetti un ladro, se non di peggio. Quella filosofia l’avevate adottata perché avevate bisogno di un po’ di tregua dai vostri pensieri. La denigrazione dell’oratore riporta immediatamente a galla la confusione iniziale.

Bene. Quando eravamo giovani, abbiamo osservato la confusione del mondo del lavoro e l’abbiamo tenuta a bada affermando con risolutezza: “Sono in grado di trovare e mantenere un lavoro”. Questo era il dato stabile. Il lavoro lo abbiamo trovato, ma siamo stati licenziati. La confusione del mondo di tutti i giorni, allora, ci ha lasciato molto disorientati. Se disponiamo di un solo dato stabile, “Sono in grado di trovare e conservare un lavoro”, è garantito che dovremo attraversare alcuni periodi confusi nella nostra vita lavorativa. Un dato stabile di gran lunga migliore sarebbe: “Io capisco la vita e il lavoro, perciò sono in grado di trovare, conservare e migliorare un’occupazione.”

La confusione non è necessariamente un fattore inevitabile e costante nella vita e nel lavoro di una persona. Servendosi del principio del dato stabile è possibile portare gradualmente ordine e comprensione in qualsiasi circostanza.



Affrontare la confusione nel lavoro
La confusione e il dato stabile
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